08 marzo 2011

QUELLA VOCE...

Settembre 2003. Storia di un amore a colpo di fulmine, scoppiato durante le ferie nei giorni della mietitura, di un giovane che aveva già la fidanzata in paese.

T’udii cantare
mentre falciavi il grano tutta sola
ai margini del campo oltre la siepe
nel sole della sera
e la stradina dove camminavo
era deserta.

Mi soffermai compreso
da quella voce tua
vibrante
e in un istante
tutto di te sembrò una melodia:
le mani tue e le braccia
il passo di gazzella tra i covoni
il viso chino
e il tuo sorriso;
né t’accorgesti che uno ti scrutava
furtivamente.

A stento mi staccai da quell’incanto
- c’era chi m’aspettava al mio paese
con tanti sogni in cuore-
e più non ti rividi
ma la tua voce, quella m’è rimasta
come una sinfonia che si ristempera
in silenzi d’amore;
e mi ritorna pregna di fragranza
quando alle prime luci
ripasso solo lungo la stradina
dove si sforna il pane della notte.

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