20 luglio 2010

O DIO, NON SO DAVVERO


Beira, Mozambique, 2008.07.30. Ore 5.30. Uno scorrere di versi nel dormiveglia, che mi sono alzato a trascrivere prima di dimenticarli…. Nel sottofondo, il cielo contemplato la sera prima, nel Centro di Formazione Nazaré, di Beira, 20 km fuori città, fuori dai disturbanti “lumini” umani tanto più “piccini” quanto più roboanti o bellicosi. La Croce del Sud, la costellazione dello Scorpione, la Via Lattea, un pianeta rosso, forse Marte, splendidamente visibili, che d’altra parte restano invisibili, anche se presenti, per tutto il giorno, sovrastati dal sole: distanze sconfinate, realtà gigantesche… in sintonia cosmica; … cui Dio dovrebbe essere il “sussistentemente” presente... perché siano quel che sono.E pensavo alla parte “atea” di me, di tante persone, impegnate seriamente nella ricerca d’una intimità divina non superficiale… Parte “atea” a volte minima, ma insorgente come la gramigna in un campo di buon grano…

O Dio, non so, non so davvero mai
se pórti al centro delle vita mia
o cancellarti via
per sempre.

Tu sei la mia commedia
la mia tragedia
l’epico canto delle mie sconfitte
in questa lotta per donarmi un senso…

Ma quanto più sprofondo
nel mio e nel tuo mondo
Tu, scandalo del cuore e della mente,
sei l’unica poesia che mi resta.

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