13 giugno 2014

Ma che era quel Libro?


MA QUEL LIBRO ERA IL VANGELO

Una ragazza, spettinata, stava
sola,  lassù, seduta sopra un sasso
sporgente
dall’acqua del torrente,
protetta contro la calura estiva
da un tiglio ch’esplodeva di profumo.

Teneva tra le mani
un libro
né piccolo né grande; lo leggeva
e a tratti alzando gli occhi sorrideva…
con chi non so
ma quel libro era il Vangelo.

 Certe scene rimangono  fotografate col sapore di più che un ricordo;  come  questa lungo il sentiero che conduce al Rifugio Venezia, dalla Valle del Boite.
In questo caso ti stupisci che a viverle fosse una ragazza con l’aria da discoteca d’un “sabato notte” più che da S. Messa d’una “domenica mattina”.  Ma è pur vero che la cultura laicista “nordeuropea”, rivissuta da uno “scientismo socio-filosofico” con pretese etiche da “dea ragione” trovi risposte in contropiede. 
È certo che questa cultura non ha il profumo dei fiori di tiglio ma quello dei cassonetti della spazzatura e che un numero crescente di giovani rifiutino questa puzza cercando il “buon profumo di Cristo” ed un sorriso puro che non ha niente a che fare colla  risata sarcastica o sguaiata  dei palcoscenici mediatici o con l’ossessiva sessualizzazione di ogni sentimento per ritraddurla in denigrazione forsennata d’ogni comportamento. Costatando poi che chi condanna e vuole uccidere un  colpevole, non “potrebbe proprio tirare la prima pietra”,  lasciamo a Cristo di “scrivere per terra”  la sua pretenziosa malignità.

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