27 settembre 2011

O CRISTO IN CROCE...

Maggio 2002. Guardando il crocefisso della Chiesa di S. Gregorio in Padova, non dimenticando altre sculture col Cristo dal volto teso in un grido di dolore, non si poteva rimanere indifferenti... alle tragedie di milioni di “crocifissi” e.... di crocifissori…e alle paure che ne nascono, fino ad interrogarsi che voglia dire essere un “altro cristo”.

O Cristo in Croce
Tu porti ancora in capo
i segni delle spine
che l’uomo infigge all’uomo
illuso d’un effimero dominio.
Tu tendi da quei chiodi le tue mani
e i piedi e il petto
mentre la terra trema
e il cielo ti s’oscura
e gridi
un grido che rimbalza senza fine
in ogni creatura.

Da sempre tu rimani crocefisso
ad un amore che si chiama “Padre”
ad un dolore che si chiama “uomo”.
Per sempre tu sei suo
e ti sei fatto nostro
col nome di “peccato”;
e nudo
e lacerato
riversi nell’abisso
in cui ci trovi
un’infinita collera
di luce e di pietà.

Emmanuele, Re
dal trono degli schiavi
attira chi ti cerca
e chi ti fugge
chi riduce la terra in un bordello
e chi ti sputa in faccia nel fratello;
uscito vittorioso dal sepolcro
distruggi la paura
di nascere e di vivere
rimuovi
la pietra che ci serra l’uno all’altro
e facci sangue tuo per ogni uomo...

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