22 marzo 2011
21 marzo 2011
energie
20 marzo 2011
superficialità
19 marzo 2011
18 marzo 2011
egocentrismo
17 marzo 2011
la morte
16 marzo 2011
stili di vita
15 marzo 2011
RICORDI ANCORA ?
Ricordi ancora quella notte splendida
nella casetta estiva lungo il fiume?
Ci ritrovammo vita nella vita,
un’estasi di gioia senza fine...
Ed ora dalla culla ci sorridono
due occhi scintillanti come stelle,
i piedi e le manine in euforia
con strilli acuti di felicità...
Ad ogni incontro mi ritorna il fascino
d’altri bimbi fioriti dal tuo grembo
che intreccino le loro fantasie
gli sguardi, i gesti, i giochi ed i litigi.
Saranno come siamo, specchio nitido
dei nostri atteggiamenti; e si diranno
parole loro con la nostra voce
amori e sogni con il nostro cuore...
Perché non dici sì, stellina mia?
14 marzo 2011
13 marzo 2011
amici
12 marzo 2011
pulsioni sessuali
11 marzo 2011
Paradiso
10 marzo 2011
malignità
09 marzo 2011
fortezze
08 marzo 2011
QUELLA VOCE...
T’udii cantare
mentre falciavi il grano tutta sola
ai margini del campo oltre la siepe
nel sole della sera
e la stradina dove camminavo
era deserta.
Mi soffermai compreso
da quella voce tua
vibrante
e in un istante
tutto di te sembrò una melodia:
le mani tue e le braccia
il passo di gazzella tra i covoni
il viso chino
e il tuo sorriso;
né t’accorgesti che uno ti scrutava
furtivamente.
A stento mi staccai da quell’incanto
- c’era chi m’aspettava al mio paese
con tanti sogni in cuore-
e più non ti rividi
ma la tua voce, quella m’è rimasta
come una sinfonia che si ristempera
in silenzi d’amore;
e mi ritorna pregna di fragranza
quando alle prime luci
ripasso solo lungo la stradina
dove si sforna il pane della notte.
07 marzo 2011
uomini-carogne
06 marzo 2011
il volo
05 marzo 2011
Giudici e avvocati
04 marzo 2011
03 marzo 2011
il potere
02 marzo 2011
politici
01 marzo 2011
I PULCINI
Ma le leggi non risultano uguali per tutti. Far schiudere uova, allevare pulcini costringendoli a vita dentro una gabbia per ingrassarli e macellarli, non è reato… e neppure una vergogna. Con la stessa logica, sopprimere un bimbo nel grembo della madre,ora non è più né un reato né una vergogna. Basta una giustificazione.
Miei poveri pulcini
voi siete nati in una incubatrice
senza una chioccia
che vi facesse udire
fin dentro il guscio
il suo crocchiare dolce, protettivo
e le sue prime coccole
di tenerezza.
Per voi non c’è che un climatizzatore
con quel ronzio perpetuo, intorpidente
e poi una gabbia e luci artificiali
e cibo e solo cibo a sazietà
per crescere e ingrassare
senza una libertà,
senza stagioni
senz’aurore o tramonti e senza stelle
senza una corsa o un volo a cielo aperto.
Com’è trista la vostra adolescenza
e tragica la vostra giovinezza!
Appena il cuore batte i primi palpiti
d’amore e v’accorgete d’altri e d’altre
che gridano con voi
il brivido di vivere e far vivere,
mani d’acciaio, lucide, spietate,
vi strozzano, vi spennano, vi svuotano
e impacchettati, con il prezzo sopra
vi vendono al mercato.
Nati, vissuti e morti prigionieri,
no! voi non siete vite
ma solo cose
per essere servite
sul piatto della gente
che v’assapora
con i sapori aggiunti della festa
e gode e vi commenta
senza pensare
se mai aveste avuto un desiderio.
Con quegli occhietti gonfi di mestizia
e un pigolio indifeso, rassegnato
m’andate interrogando
perché, perché
chi invoca tanta libertà per sé
ed attenzioni
per mici e cagnolini
per voi, piccini,
diventi
un cuore freddo senza una ragione
una ragione fredda senza cuore...
28 febbraio 2011
elogi funebri
Gli elogi funebri non sono che un modo elegante per dirti che ci si è liberati di una preoccupazione. Un vivo in meno sulla terra lascia spazio a tutti gli altri.
27 febbraio 2011
26 febbraio 2011
il volo
Scrivere al computer un pensiero in volo sopra l’Oceano atlantico dopo aver attraversato un quarto d’Africa, da Maputo diagonalmente verso il Gabon, con destinazione Lisbona e poi Roma, a 10,300 metri d’altezza, a 900 km all’ora, non si percepisce altro che la piccolezza dell’uomo e congiuntamente la sua intelligenza nell’inventare tante tecnologie che lo fanno così diverso dagli animali. (Ore 15.30 ora di Maputo, 1.dic.2010), Ma da quassù ci si domanda pure qual è il volo ultimo della vita umana, la sua destinazione finale. Oltre la terra? La domanda è più che motivata a 72 anni compiuti, non più alle 15.30 ma già alle ore 15,45.
25 febbraio 2011
piacere di vivere
La voglia del piacere di vivere è così forte nell’uomo da fargli dimenticare il resto. La asseconda con tutti i mezzi, giorno e notte, anche a danno della sua stessa salute e di un senso ultimo da dare alla sua vita. Importante è godere il presente in tutta la sua intensità.
24 febbraio 2011
lasciare
Il periodo più tremendo della vita è il periodo del lasciare le cose, del lasciare il posto del lasciare perdere, del lasciare semplicemente. Senti che saltano via pezzi di te stesso.
23 febbraio 2011
Quando si respira...
Quando si respira Dio, ogni umanità ci entra dentro come l’aria nei polmoni; profumata o meno, inquinata o sana, essa ci entra dentro e ci fa vivere, a volte bene, a volte male, ma ci fa vivere. Quando non si respira Dio, la vera relazione, quella che vorremmo indelebile, non c’è.
22 febbraio 2011
POVERI INSETTI...
Le rondini radenti sopra il prato
guizzano ed ingoiano gli insetti
e strillano virando verso l’alto
inebriate di felicità.
Poveri insetti,
librandovi nel sole meridiano,
il sogno pure voi lo portavate
di qualche giorno d’aria e di calura,
d’un nuovo amore,
d’un fremito d’intesa
per altre vite
che andassero con voi di fiore in fiore.
Ma un altro volo ha ucciso il vostro volo
un altro canto ha spento il vostro canto
per sempre;
e il cuore in festa delle rondinelle
v’è diventato bara e sepoltura.
È forse mai divino
questo destino?
21 febbraio 2011
il cimitero
Il vero cimitero di molte persone è il loro stesso cuore… perché può permettersi di seppellire il vero amore.
20 febbraio 2011
la morte
La morte, distruzione di ogni affare per l’interessato, può essere un affare molto atteso da altri.
19 febbraio 2011
sofferenze
Le sofferenze del povero non sono comparabili con le sofferenze dell’ammalato. La salute resta pur sempre la più grande risorsa per non dire il più grande capitale di ogni persona. Non la paga nessuno…
18 febbraio 2011
complimenti manieristici
I complimenti manieristici, fatti per mestiere o per interesse o per diplomazia, sono così artificiali da rovinarne l’effetto e il significato. Tre quarti delle persone con ruoli di rappresentanza o d’importanza, li “dispensano” così; e lo si percepisce subito.
17 febbraio 2011
libertà
La libertà fa paura a chi sa da Chi gli è stata concessa e perché gli è stata concessa. Lo capirono i primi due esseri umani quando, abusandone, ne videro le conseguenze. Un’umanità intera le sta pagando, e a che prezzo! Basta pensare all’estrema di queste conseguenze: ai cimiteri. Non facevano parte dell’iniziale progetto di Dio per l’uomo.
16 febbraio 2011
SULLE SPONDE DEL PIAVE
Resta tra noi quando suona l’Ave
dal campanile alto sulla campagna
mentre scompare il sole di settembre
oltre le sponde tiepide del Piave.
S’attardano le mucche a pascolare
la testa bassa senza distrazioni
e nel recinto corrono i cavalli
criniera al vento, come per volare.
L’acqua nei meandri s’impigrisce
quasi cercasse di riverberare
gli ultimi raggi del rigoglio estivo
e il bosco che veloce s’ingiallisce.
Qui, scoprirai il sapore delle cose,
dell’erba rifalciata e dei vigneti,
del granoturco col pennacchio spento
ma con pannocchie piene ed odorose.
E troverai che la serenità
non cresce negli affari o nelle banche
o in turbini di mode peregrine
ma dove regna la semplicità.
15 febbraio 2011
felicità dell'aldilà
La “tutt’altra felicità dell’aldilà”, per chi non ne prova almeno un lampo, resta un “totalmente altro” ancorato soltanto alla fede nel Cristo o, almeno, ad una insopprimibile, benché vaga, “religiosità innata”.
14 febbraio 2011
piaceri temporali
Il gusto dei piaceri temporali, dal cibo, al sesso, al resto, per chi viene iniziato al gusto dell’ “eterno”, scompare come neve al sole.
13 febbraio 2011
la morte
La certezza cosciente di dover morire non fa che accelerare la morte in chi non la desidera.
12 febbraio 2011
11 febbraio 2011
padroni
I Padroni cercano il massimo risultato con il minimo delle energie; ma dai loro dipendenti vorrebbero il massimo risultato con il minimo dei salari.
10 febbraio 2011
sete di danaro
Se non ci fosse la sete del danaro, la creatività dell’uomo si fermerebbe. Torneremmo all’età della pietra.
09 febbraio 2011
I GABBIANI
Vanno i gabbiani liberi nel vento
con l’ali stese a croce
e l’occhio attento
ai pesci dei fondali
che guizzano e non sanno chi li scruta.
Ed ecco un tuffo
a capofitto
e un tonfo
ed una preda al becco
ed il trionfo
sopra gli scogli
in alto.
Due vite in una
ed uno stormo in festa.
08 febbraio 2011
il potere
Chi ha conquistato i vertici del potere sulla terra vorrebbe conquistarli anche in paradiso; ma lassù molti dei – così detti - primi saranno ultimi…
07 febbraio 2011
monumenti funebri
I monumenti funebri non sono che mucchietti di sassi, messi con un certo ordine estetico, per racchiudere mucchietti di polvere! Il Foscolo ha scritto I Sepolcri per vederci altro, ma senza riuscirci.
06 febbraio 2011
Superbia, permalosità e gelosia
Superbia, permalosità e gelosia sono tre forme di uno stesso cancro che uccide le relazioni umane: le famiglie, le società e le religioni stesse...
05 febbraio 2011
Potenti
L’uomo non s’è mai così abbassato come quando ha cercato di autoinnalzarsi. Incominciando dai Potenti.
04 febbraio 2011
l'erudito
L’erudito occidentale crede a se stesso e alle sue possibilità di vita che risultano tragicamente assassine della sua stessa dignità.
03 febbraio 2011
obbiettività
Se uno è convinto di quel che dice di sé o critica negli altri, è sincero anche se non fosse veritiero. Ma quando siamo obbiettivi in assoluto? Che cos’è, o meglio, chi è la verità assoluta con cui confrontare le verità o le scienze umane?
02 febbraio 2011
energia
Il canto, la risata, il pianto sono la liberazione rapida di una super energia interiore che disturberebbe la psiche e non troverebbe sfogo diversamente.
01 febbraio 2011
ERANO DUE SOLTANTO
Erano due le nubi, due soltanto
quando sorgeva il sole, stamattina,
vicine come petali di rosa
quasi in attesa
che la sua luce ne infiammasse i bordi
spiegandosi a raggiera nell’azzurro.
Erano due soltanto
che strette l’una all’altra e incuriosite
guardavano la terra
uscire
dal suo grigiore
e illuminarsi di speranze antiche.